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Giorno del Ricordo 2026

Cervia celebra la ricorrenza del 10 febbraio Giorno del Ricordo.

Categorie:
Comune

Data :

3 febbraio 2026

Giorno del Ricordo 2026
Municipium

Descrizione

Cervia celebra il Giorno del Ricordo

<<La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. E’ altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero>>. Legge n. 92 del 30 marzo 2004.

Cervia celebra il Giorno del Ricordo dedicato ai “Martiri delle Foibe” e all’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati.

Il 10 febbraio alle ore 11.00 l’Amministrazione comunale deporrà la corona nel Parco pubblico intitolato ai “Martiri delle Foibe” (in fondo a via Pegaso).

Le altre iniziative in programma .

Da Venerdì 6 febbraio a Sabato 14 febbraio nella Biblioteca comunale di Cervia “Maria Goia” Mostra di libri e opere letterarie dedicati alle vittime delle Foibe e dell’esodo istriano. La mostra è rivolta anche ai ragazzi delle scuole. Organizzata dalla Biblioteca comunale.

Sabato 7 febbraio alle ore 16.00 al Magazzino del sale “Torre” inaugurazione e apertura e Mostra “10.2 Giorno del Ricordo”. Espongono gli artisti Vittorio d’Augusta, Onorio Bravi, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli. Organizzata dall’Associazione “Il Gelso” con la collaborazione dell’ANPI Provinciale Ravenna e delle Sezioni di Cervia e Castiglione. La mostra rimarrà aperta fino al 22 febbraio: feriali 16.00-18.00; festivi 10.00-12.30, 15.00-18.00.

Giovedì 12 febbraio alle ore 16.30 nella Biblioteca comunale di Cervia “Maria Goia” Incontro “Dai giorni dell’esodo ad oggi”.Testimonianza sul Giorno del Ricordo con Vittorio d’Augusta artista nato a Fiume e Renzo Savini Presidente ANPI provincale Ravenna.

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Mostra d’arte “10.2 GIORNO DEL RICORDO”

Magazzino del Sale Cervia dal 7 al 22 febbraio 2026

A cura di Vittorio D’Augusta

Espongono: Onorio Bravi, Vittorio D’Augusta, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli

Inaugurazione sabato 7 febbraio ore 17.00

Presentazione catalogo sabato 21 febbraio ore 17.00

 

Una mostra d’arte, dal titolo “10.2 GIORNO DEL RICORDO”, aggiunge una suggestione di sensibilità visiva alla ricorrenza che, appunto il 10 febbraio, commemora le vittime delle Foibe e dei Conflitti di confine.  Le frontiere sono zone di equilibrio precario: la cultura e il pensiero democratico valorizzano le differenze ed esaltano la loro attitudine allo scambio, che è motore di civiltà; i nazionalismi, al contrario, le inaspriscono, provocando tensioni, distruzioni, guerre. Questo criterio va tenuto presente nell’interpretare la storia di quei luoghi. Le violenze reciproche, le vendette, l’odio, le atrocità delle Foibe, il dramma dell’Esodo sono conseguenza dei nazionalismi e della guerra.

Il tema del Confine Orientale è rimasto ai margini nella coscienza collettiva nazionale: la perdita di quelle terre, e i drammi, non hanno appassionato gli Italiani. Sono passati ottant’anni, ma quel racconto a stento trova le parole. Per afferrare il senso della storia, per assimilarne la lezione, occorre ricercare con passione, ma con neutralità, liberi dalle ideologie, e soprattutto lontani dalle strumentalizzazioni. L’enfasi retorica non aiuta. La verità richiede parole ponderate, per comprendere, per impedire che quella storia che ci è franata addosso, si ripeta nel futuro. L’arte visiva non spiega e non dà risposte, non ‘serve’, non è ‘al servizio’. Ma non è inutile. Può dare testimonianza di noi e del nostro tempo. Comunica per altre vie: evoca, rende visibili i grumi nascosti, ciò che è difficile ‘dire’. Ricerca una sua verità, che tende a coincidere con l’idea di bellezza”. Così scrive nel catalogo il curatore della mostra, Vittorio D’Augusta, artista riminese nato a Fiume.

I testi di storia spiegano con sapienza, nomi, date, vicende, ragioni politiche. È necessario conoscerli. Ma per comunicare il pathos, l’umanità messa alla prova - per commuovere - occorrono le parole dei poeti e dei grandi narratori. E forse la fantasia visionaria dei pittori. Questo tipo di comunicazione, appunto, propongono i quattro artisti impegnati in questa mostra: Onorio Bravi, Vittorio D’Augusta, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli. Con opere di pittura e installazioni ambientali intendono lasciare tracce emozionali, aprire qualche spiraglio di riflessione sulle tragedie del “Confine Orientale”. Ed anche allargare quel tema ad una condanna della Guerra, tornata paurosamente attuale. I richiami simbolici alle Foibe, senza mai essere descrittivi o retorici, si dilatano dunque in una più vasta esplorazione sul tema della morte e della violenza, che le guerre, tutte le guerre, si portano dietro.

 

Gli artisti espositori



Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2026, 12:30

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